Nella realtà socioeconomica della provincia di Reggio Emilia, l’allevamento ovino ha ormai da tempo perso l’importanza economica che aveva nel passato e la zootecnia si è indirizzata verso l’allevamento bovino da latte, finalizzato alla produzione del parmigiano reggiano. In questi ultimi tempi, tuttavia, la zootecnia delle zone di collina e montagna va modificandosi nei propri equilibri economici e sociali: l’allevamento ovino, che aveva perso il proprio ruolo, legato all’antica economia di sussistenza, va assumendo un rinnovato interesse, soprattutto per lo sfruttamento e la valorizzazione di  aree marginali, diversamente abbandonate e degradate. Esso ha oggi l’occasione di ritornare fonte di reddito, almeno integrativo, per gli allevatori e, per i consumatori, origine di alimenti di elevato pregio e di alta qualità, espressione di tradizioni gastronomiche  e culturali del nostro territorio.  L’allevamento ovino reggiano del passato, localizzato soprattutto nella zona collinare ed appenninica, ha assunto caratteristiche diverse al variare della zona e dei tempi ed è stato caratterizzato, in analogia a quello di altre zone d’Italia, da transumanza stagionale, verso la  Toscana  (Lucchesia, Maremma), o verso la pianura padana (“bassa” reggiana e modenese, ma anche mantovana e ferrarese). Questi elementi hanno fatto si che il lavoro svolto per la salvaguardia della cornella bianca abbia colto l’interesse di comunità, organizzazioni ed enti interessati ai medesimi temi, producendo inviti a partecipare a convegni ed eventi per illustrare il lavoro fatto e dibattere sulle prospettive di sviluppo. Guarda gli eventi.